Recuperati dal 2022 ad oggi oltre 520 mila ragazzi alla scuola, tanti quanti gli abitanti di Genova. Ragazzi che sarebbero altrimenti usciti dal sistema senza nessun titolo di studio.
È il risultato di maggiore rilievo dell’indagine annuale di Invalsi, l’istituto nazionale di valutazione, sullo stato di salute della scuola italiana. Il rapporto 2026, presentato alla Camera dei deputati dal presidente di Invalsi, Roberto Ricci, con l’intervento del ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara, stima infatti una ulteriore riduzione della dispersione scolastica rispetto anche allo scorso anno: se nel 2025 il tasso di abbandono precoce della scuola si era attestato all’8,2%, secondo le stime Invalsi nel 2026 potrebbe scendere al 7,3%. Si conferma così, con ampio anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall’Unione Europea per il 2030. Gli abbandoni erano al l’11,5% nel 2022.
Confronto internazionale: l'Italia supera Spagna e Germania
E così l’Italia batte decisamente la Spagna, al 12,8%, e la Germania al 13,1%, in costante peggioramento, ma anche Finlandia e Danimarca, al 10% considerati modelli di riferimento per l’education, raggiungendo Paesi Bassi, Belgio e Francia. “È un risultato storico e ringrazio tutta la scuola italiana, i docenti per il loro impegno. Abbiamo tolto dalla strada, dal disimpegno, dal lavoro nero ma anche dalla criminalità organizzata mezzo milione di ragazzi, in particolare nelle aree più critiche, in particolare del Mezzogiorno, che migliora non solo in termini di abbandoni ma anche di rendimento scolastico”, ha commentato Valditara ricordando le azioni messe in campo dal governo, con i piani di potenziamento della didattica di Agenda Sud, che ha raggiunto risultati straordinari in particolare in Campania, che ha oggi una dispersione più bassa della Toscana, Puglia e Calabria, le misure del decreto Caivano, che hanno aumentato per esempio le pene per i genitori che non mandano i figli a scuola, della riforma della personalizzazione della didattica, con il docente tutor, e dell’orientamento, “tutte azioni che rafforzeremo. Con la riforma delle Indicazioni nazionali, avremo anche una nuova didattica della matematica, che aiuterà a recuperare le difficoltà riscontrare nella scuola primaria”, ha aggiunto Valditara, “avremo più grammatica e lettura e meno tablet”. E per le criticità delle periferie del Nord e del fenomeno dei maranza, Valditara ha annunciato il potenziamento di Agenda Nord. Un caso invece Sicilia e Sardegna, che, nonostante le misure ad hoc messe in campo per le scuole più fragili, stentano a decollare, “vogliamo capire perché”, dice il ministro.












