PORDENONE - Un’enorme perdita occulta di acqua, pari a 70.572 metri cubi (l’equivalente di 20 piscine olimpioniche) ha rischiato di far saltare i conti di una palazzina di Pordenone, alla quale è stata prospettata da Hydrogea, allora gestore del bene e ora confluita in Cafc spa, una bolletta da 210mila euro. Gettando tutti nel panico. Il caso è finito sui tavoli dell’Adoc e grazie alle interlocuzioni dell’Associazione con l’azienda e al successivo tavolo di conciliazione, la bolletta si è ridotta a 18mila euro, da saldare in 10 rate.
I fatti Le perdite occulte da tubi sotterrati e linee obsolete non sono certo una novità e pertanto esistono polizze assicurative, agevolazioni dedicate e una precisa normativa che stabilisce a chi spetta farsi carico del danno. E a tal proposito è chiara la sentenza della Cassazione (n.24904/2021) che stabilisce che il gestore, che effettua due volte l’anno la lettura dei contatori, ha l’obbligo di segnalare tempestivamente i consumi anomali, in modo che l’utente si metta al riparo da spese e sprechi. Se non lo fa, l’omissione si configura come un inadempimento contrattuale, dando diritto all’utente a chiedere il risarcimento del danno. Nel caso della palazzina pordenonese, non è stato facile stabilire chi fosse stato negligente e come eventualmente dividere la spesa, poiché le lettere e le pec inviate a Hydrogea dall’amministratore di condominio, ingegner Giovanni Ricci, non avevano ottenuto risposta. Ma ripercorriamo i fatti. Il 30 maggio 2025, durante la manutenzione del giardino si è notata un po’ di acqua nei pressi della casetta della caldaia e l’amministratore Ricci ha subito avvertito Hydrogea e chiamato l’idraulico, il quale in giornata ha riparato la conduttura di alimentazione dall’acquedotto. Il 5 giugno, quindi 5 giorni dopo la segnalazione e la riparazione, Hydrogea con raccomandata ha avvertito il condominio che nel corso della lettura del 3 giugno è stato riscontrato un consumo d’acqua sensibilmente superiore al normale. Un po’ troppo tardi… Ricci ha ristudiato tutte le bollette, scritto più volte all’azienda chiedendo il ricalcolo in base alla media storica dei consumi e, soprattutto, segnalato una bolletta del 2024 di 7.300 euro, che dunque indicava l’inizio della perdita, ma che lui aveva considerato un conguaglio e non gli aveva dato peso. Hydrogea però ha risposto soltanto accogliendo la richiesta di agevolazione per la perdita occulta, ma senza quantificare la cifra. L'epilogo La sorpresa è arrivata il 13 gennaio 2026 con una bolletta in scadenza il 16 (soltanto 3 giorni dopo) di 51.917,98 euro. A questo punto l’amministratore si è rivolto all’Adoc, che ha riaperto comunicazioni e chiarimenti con Cafc spa, che lo scorso anno ha assorbito Hydrogea. La responsabile dell’ufficio udinese, Marta Bertossi si è subito detta disponibile a ricostruire la vicenda pordenonese e poi ad aprire il tavolo di conciliazione. E a quel tavolo, tenutosi un mese fa, in cui la cifra è stata ricalcolata sulla base dei consumi medi statistici e senza costi di fognatura e depurazione, il conciliatore Adoc Aps Sergio Taurino (presidente di Adoc Veneto), è riuscito a spuntare un super taglio della bolletta, portandola a 18mila euro, da pagare in 10 rate. Si ricorda he le procedure di conciliazione sono offerte gratuitamente al consumatore. Per ottenere il servizio è sufficiente iscriversi all’Adoc. Gli sportelli dell’Adoc Aps sono aperti il lunedì e il giovedì pomeriggio in piazza Duca d’Aosta (sede Uil).






