Nel 2020 Keith Thomas si tuffa in acqua come ha fatto migliaia di volte. Non riemerge più lo stesso uomo. L'impatto danneggia il midollo spinale e in un istante gli toglie quasi ogni possibilità di muovere o sentire il corpo sotto il collo. Le braccia diventano pesi morti. Le mani, un ricordo. Il mondo, per Keith, si restringe improvvisamente a ciò che può ancora vedere e ascoltare, ma non più toccare.

È il tipo di frattura che la medicina fatica a raccontare senza cadere nella retorica: non si tratta soltanto di perdere il movimento, ma di perdere il canale attraverso cui il corpo comunica con gli affetti. Una carezza, una stretta di mano, il calore di un abbraccio: gesti che smettono di esistere per chi non può più percepirli.

Bow arriva proprio quando tutto sembra fermo

Qualche tempo dopo l'incidente, la famiglia di Keith gli regala Bow, un Malshipoo dal pelo morbido e dal carattere affettuoso. È un gesto d'amore pensato per riportare calore in una vita che ne è stata privata all'improvviso. Ma c'è un paradosso crudele in questo regalo: quando Bow gli si struscia contro le gambe, o si acciambella in grembo cercando attenzione, Keith non sente nulla. Non può restituire la tenerezza dell'animale, non può nemmeno accorgersi che è lì, se non guardandolo.