In laboratorio c'è atmosfera di festa. Entusiasmo e incredulità accompagnano la voce con cui un uomo di 45 anni, il paziente T15, completamente paralizzato e privato della parola a causa della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), chiacchiera e scherza con i ricercatori. È praticamente la stessa voce che aveva prima che la malattia gliela portasse via. Solo che le parole vengono fuori fluide, ma con qualche secondo di ritardo rispetto a quando le ha pensate.

Le parole non escono dalla sua bocca, ma da un sintetizzatore "su misura" che le legge da un computer, il quale a sua volta riporta le informazioni emesse da un chip impiantato nel cervello del paziente e in grado di interpretare gli stimoli. Non è tutto qui. T15 ha avuto anche la possibilità di utilizzare il dispositivo stando a casa, nella vita di tutti i giorni, invece che in un contesto controllato come un laboratorio e con il supporto di professionisti. L'uomo ha utilizzato il dispositivo quasi ogni giorno per oltre 3.800 ore.

Ad annunciare questo eccezionale traguardo è stato un gruppo di ricerca coordinato da Sergey Stavisky e David Brandman dell'Università della California a Davis. I dettagli del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine.