La cucina italiana non è soltanto una delle espressioni culturali più riconosciute al mondo. È un sistema economico fatto di imprese, filiere, competenze e conoscenze tramandate nel tempo. Un patrimonio che oggi assume un valore sempre più strategico per il Paese, capace di unire turismo, agroalimentare, cultura e capacità imprenditoriale.
È in questa prospettiva che nasce il premio Maestro dell’arte della cucina italiana, riconoscimento istituito per valorizzare le figure che hanno contribuito a costruire l’identità gastronomica nazionale e a portarla oltre i confini italiani. La seconda edizione del premio, celebrata a Palazzo Chigi, ha premiato dieci protagonisti dell’eccellenza italiana, rappresentanti di altrettanti mondi: dalla cucina al vino, dalla pasta alla panificazione, dalla pasticceria all’olio, dalla pizza al gelato fino ai prodotti simbolo della tradizione agroalimentare.
Un riconoscimento che racconta un cambio di paradigma: il cibo italiano non viene più letto soltanto come espressione del gusto, ma come una vera industria culturale ed economica, in grado di generare valore, occupazione e attrattività internazionale.
Dal vino alla cucina: il valore della visione imprenditoriale










