“Finalmente anche in Italia, come già accade in altri Paesi, penso alla Francia, arriva un riconoscimento importante per la dedizione al proprio mestiere e al proprio lavoro, un sapere che deve poi essere tramandato alle generazioni future”, afferma Enrico Cerea, premiato a Palazzo Chigi come Maestro dell’arte della cucina italiana. Il riconoscimento è stato istituito lo scorso anno e, alla sua prima edizione, aveva già celebrato protagonisti come Massimo Bottura e Iginio Massari.
In questa seconda edizione i nuovi Maestri sono dieci e, attraverso percorsi molto diversi, raccontano l’evoluzione della gastronomia italiana. Dalla cucina alla pasticceria, dal vino all’olio, dalla pizza al gelato, fino alla pasta e alla panificazione, disegnano una geografia del Made in Italy fatta di grandi famiglie, botteghe, imprese e professionisti che hanno cambiato il volto dei rispettivi mestieri. Durante la prima edizione erano stati premiati Massimo Bottura per la cucina, Iginio Massari per la pasticceria, Franco Pepe per la pizza, Carlotta Fabbri per la gelateria, Carlo Petrini per la gastronomia, Riccardo Cotarella per il vino, Maria Francesca Di Martino per l’olio e Piercristiano Brazzale per l’arte casearia. Quest’anno il riconoscimento si amplia fino a comprendere dieci categorie, includendo per la prima volta anche la pasta e la panificazione. Un allargamento che non è solo numerico, ma riflette la realtà multiforme del mondo enogastronomico e agroalimentare del nostro Paese.








