A salire sul palco di Agrofutura, ieri mattina, anche Stefano Stefano Ciotti, chef Stella Michelin con il ristorante Nostrano di Pesaro, che ha raccontato la sua esperienza diretta ma anche la sua storia: "Io rappresento una categoria particolare, quella del cuoco, che è di fatto l’anello finale di tutta la filiera agroalimentare – ha detto Ciotti intervistato da Paolo Rosato, caposervizio del Carlino di Pesaro -. Ci terrei a spiegare che cosa succede dentro un ristorante stellato, perché alcune volte ci sono dei concetti un po’ distorti. Io faccio questo lavoro dal 1988, perseguendo una grande passione che è quella di creare piatti sempre nuovi partendo da prodotti d’eccellenza e sviluppando il concetto di fine dining (cioè un’esperienza culinaria di alto livello, ndr.). Il ristorante stellato Michelin – spiega – si prende la bega di spiegare al cliente che cosa sta proponendo lo chef in quel piatto, mentre lo chef si prende il tempo di andare dall’agricoltore a scegliere le materie prime, cercando anche il fornitore migliore di quel territorio. Non c’è una corsa a liberare il tavolo, ma si spiega che cosa c’è dietro un piatto, chi è il produttore e che cosa fa. E’ anche una questione di formazione – aggiunge - perché solo così i giovani possono capire e raccontare".
Il viaggio di chef Ciotti: "Così spiego i ravioli agli amici americani"
Il cuoco stellato del ‘Nostrano’: "La filiera va protetta"






