HomeFirenzeCronacaNegozi in crisi per i cantieri: "Costretto a far due lavori"La storia di Saverio Borgioli, di giorno tabaccaio e di notte tassista "Sono obbligato per pagare spese e mancati incassi: ci sentiamo abbandonati".Saverio Borgioli con la moglie GaiaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrima la tabaccheria in piazza Gualfredotto da Milano, aperta nel 1999 da Saverio Borgioli, poi il negozio di calzature Maga Magò, inaugurato nel 2010 dalla moglie Gaia Gai in viale Giannotti. Due attività, due figli da mantenere, un mutuo da pagare e, da un anno e mezzo, un’altra sfida da affrontare: i cantieri della tramvia che insistono su entrambe le zone dove lavorano. Il risultato, raccontano, è un calo degli incassi che si aggira intorno al 30% e la necessità di reinventarsi pur di arrivare a fine mese.
Per questo, da circa un anno, Saverio ha aggiunto un secondo lavoro. La mattina si alza alle 5 per aprire la tabaccheria. Dopo poco torna a casa, dorme appena un’ora e dalle 16 fino all’1 di notte sale sul taxi come seconda guida. "Lo faccio per far quadrare i conti e permettere a mia figlia di continuare a studiare fuori Firenze", racconta il commerciante, 54 anni. La licenza da tassista l’ha conquistata durante il Covid, sostenendo gli esami in Regione e in Comune. Nel frattempo Gaia porta avanti il negozio di scarpe, aiuta nella gestione della tabaccheria e si occupa della famiglia. "Abbiamo superato il Covid ma questa situazione rischia di metterci in difficoltà". La loro non è solo una storia personale, sottolineano, ma quella di tanti commercianti che stanno vivendo le stesse difficoltà lungo il tracciato della futura tramvia. "Quando una famiglia accende un mutuo o prende impegni economici fa dei conti. La tramvia non era nelle previsioni. Oggi ci troviamo con due attività contemporaneamente interessate dai cantieri". La richiesta al Comune: "Chi subisce le conseguenze di scelte non proprie non può essere lasciato solo". Per la coppia servono ristori economici "proporzionati alle perdite reali" e soprattutto più chiarezza su tempi e organizzazione dei lavori. "Ci chiedono di stringere i denti, ma cosa significa concretamente? I dipendenti dobbiamo continuare a pagarli, così come il mutuo. Se gli incassi diminuiscono del 30%, dove troviamo i soldi?". Finora, ricordano, "l’unico sostegno ricevuto è stato lo sconto del 50% sulla Tari", ritenuto insufficiente. A preoccupare è poi l’incertezza sul futuro. "Manca l’informazione. Vorremmo sapere cosa succederà col ponte da Verrazzano, se ci saranno nuove chiusure e come cambierà la viabilità". "Stiamo valutando di vendere la tabaccheria", ammette Saverio. Una decisione sofferta per chi, insieme alla moglie, ha costruito in oltre 25 anni due attività.









