Dopo quasi tre mesi di chiusura, promesse di riapertura saltate e nuove proroghe, il sindaco di Borgaro Claudio Gambino ha deciso di alzare il livello dello scontro con Poste Italiane. Lo ha fatto ieri, scegliendo la pagina Facebook ufficiale del Comune per pubblicare un videomessaggio rivolto non ai suoi cittadini, ma direttamente all’azienda. Non una comunicazione di servizio, ma una presa di posizione netta, registrata davanti all’ufficio postale di via Volpiano, chiuso dall’inizio di giugno per i lavori del Progetto Polis. «È una cosa scandalosa e incomprensibile», attacca Gambino. Il motivo è soprattutto uno: i continui rinvii. Rinviata la conclusione dei lavori Nel corso dell’estate il Comune ha ricevuto più comunicazioni con nuove date per la conclusione dei lavori. L’ultima prolunga la chiusura fino al 2 settembre e indica la riapertura per il 3 settembre, salvo imprevisti. Una formula che, dopo settimane di attesa, non convince più il sindaco. «Abbiamo ricevuto almeno tre o quattro lettere che comunicavano la proroga dei lavori – dice Gambino –. L’ufficio avrebbe dovuto riaprire alla fine di luglio e invece siamo arrivati alla fine di agosto». Ma il nodo non è soltanto il ritardo del cantiere. A pesare sono soprattutto i disagi per i cittadini, costretti in questi mesi a rivolgersi agli uffici di Venaria Reale e Leini anche per le operazioni più semplici. Ed è qui che il messaggio del sindaco si fa più duro. «Non si può semplicemente scrivere: andate allo sportello di Venaria o di Leini. Gli anziani che devono ritirare una pensione o spedire una raccomandata non sempre possono spostarsi». «Avete un dovere soprattutto verso gli anziani» Per Gambino la vicenda riguarda soprattutto le persone più fragili, chi non ha un’auto o incontra difficoltà a muoversi. «Avete un dovere soprattutto verso gli anziani e verso chi non può spostarsi», dice rivolgendosi direttamente a Poste Italiane. Nel video pubblicato dal Comune il sindaco insiste anche sul rapporto tra l’azienda e la comunità borgarese. «Poste ha milioni di clienti e a Borgaro ne ha qualche migliaio, che le affidano raccomandate, risparmi e soldi. Non spetta al sindaco ricordare i doveri commerciali di Poste Italiane, ma spetta al sindaco ricordare i doveri morali e sociali verso una comunità». A rendere ancora più evidente la contraddizione è proprio il Progetto Polis, nato con l’obiettivo di ampliare i servizi e avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini. Gambino ne riconosce l’utilità, ma contesta apertamente il modo in cui l’intervento è stato gestito. «Ci era stato detto che questi lavori servivano per stare più vicini alle comunità. Se il buongiorno si vede dal mattino, mi dispiace signori, ma non vi crediamo. Dovete cambiare decisamente rotta». Ora tutta l’attenzione è puntata sul 3 settembre, indicato come nuova data per la riapertura. Dopo mesi di lettere e proroghe, però, da Palazzo civico il messaggio è chiaro: Borgaro non vuole più annunci, ma una data rispettata.
Borgaro senza ufficio postale da 3 mesi, protesta il sindaco Gambino
Lo stop a inizio giugno: «I nostri cittadini affidano raccomandate, risparmi e soldi. Sottolineo ricordare i doveri morali e sociali soprattutto verso gli anzi…











