«Questa struttura è come un carcere in un deserto, circondato anziché dalle sbarre, dai palazzi. Vogliamo chiarezza, chiediamo un nuovo incontro al sindaco per comprendere se ci possano essere altre soluzioni».
La battaglia dei residenti del quartiere Borgovilla continua: per loro il progetto «Housing First» va realizzato altrove.
Lo scorso 15 giugno il sindaco Cosimo Cannito aveva promosso un incontro negli spazi della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria con l’intento di fugare tutti i dubbi dei residenti della zona di via Paparella, dove sta sorgendo una casa modulare e prefabbricata in legno per la realizzazione di un alloggio per persone senza fissa dimora in esecuzione delle attività del progetto finanziato con 320mila euro tra fondi Pnrr e comunali. Ne venne fuori un confronto acceso, al termine del quale il primo cittadino, pur provando a rassicurare tutti sul fatto che le persone pronte ad essere ospitate nel prefabbricato non devono essere delinquenti, non devono avere precedenti penali, non devono essere affetti da patologie da dipendenza, come alcol o tossicodipendenza e se sono stranieri, devono essere in possesso di regolare permesso, aveva comunque aperto ad una eventuale modifica del progetto dando appuntamento ad un successivo incontro.








