HomeBolognaCronacaBolognina, l’esposto: "Chiudere le attività complici della malavita"Al centro del documento del comitato un negozio di via Nicolò Dall’Arca. Il locale era stato chiuso: "Appena riaperto, lo smercio è ripreso".L’attività di via Nicolò Dall’Arca è stata più volte chiusa dalle forze dell’ordineRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn’attività commerciale ‘di facciata’ che cela dietro di sé una sede nevralgica per la complessa macchina della rete di spaccio in Bolognina. Un negozio che, con la vetrina spesso e volentieri oscurata dalle tende veneziane, affaccia su via Nicolò dall’Arca, dalla quale viene ‘controllata’ dalle vedette, tra scambi di stupefacenti e denaro, l’intera area, che rientra (fino a settembre) nelle zone rosse del ministero dell’Interno. Un ’polo’, per capirci meglio, che alimenta la micro criminalità al Navile, su cui le forze dell’ordine sono già più volte intervenute – tra chiusure temporanee e arresti –, ma che da qualche giorno ha di nuovo alzato la serranda. E il comitato Bolognina Storica (dentro ci sono residenti e commercianti che da anni si battono per arginare la delinquenza in quartiere) ha presentato sul tema un esposto in Procura, indirizzato anche a Comune, Prefettura e Questura, chiedendo che le attività connesse all’illegalità "vengano chiuse definitivamente". Come? Con "l’applicazione coordinata di tutti gli strumenti sanzionatori definitivi previsti dall’ordinamento" e cioè "la revoca della licenza, l’interdizione del locale contro subentri fittizi di prestanome e la decadenza definitiva del titolo abilitativo commerciale". Questo per spezzare la catena che provoca "l’eterno ritorno" di episodi criminosi, agevolati da realtà ’fittizie’, sotto le finestre di chi vive e abita la zona.