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Era un vero e proprio supermarket della droga, aperto 24 ore su 24. E alle 3.30 di questa notte, al momento del blitz della polizia, intervenuta con oltre 200 uomini, era pienamente aperto e funzionante. Trentadue le persone arrestate - una ai domiciliari - accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, porto e detenzione di armi da fuoco, estorsione, furto e danneggiamento.«La cosa significativa - ha spiegato il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli incontrando i giornalisti - è notare come in realtà una parte della città fosse stata, di fatto, dedicata quasi esclusivamente a questa attività con pregiudizio anche dei cittadini per bene che si trovavano a vivere in quella zona e che venivano limitati nelle loro possibilità di spostamento, ovviamente oltre ad essere impediti a formulare qualunque tipo di protesta o di opposizione».
La "saletta" in via Sbarre Inferiori
«Un vero e proprio punto di attrazione - ha aggiunto - che veniva chiamato "saletta", ricavato abusivamente al piano terra di un condominio di edilizia popolare in via Sbarre Inferiori 8. Spesso si formava una calca di gente che infastidiva i condomini. Chi protestava veniva pesantemente minacciato». La vendita era totalmente gestita da appartenenti della comunità Rom cittadina. «Interi nuclei familiari che vivevano di questo traffico», ha sottolineato il pm Nicola De Caria.Borrelli: "Serve un'opera di risanamento urbano. La legalità non può essere ripristinata unicamente dalla magistratura"











