HomePisaCronaca"Chincaglierie? Noi viviamo di questo lavoro"VGianmarco Boni, storico bancarellaio: "Chi critica venga a trovarci. Gli offriamo volentieri un caffè".Gianmarco Boni, storico bancarellaio della zona Duomo (Fotoservizio Enrico Mattia Del Punta)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"È giusto che le polemiche ci siano. Però bisogna ricordare che per 15 anni siamo rimasti in una sistemazione provvisoria. Io, che sono un ambulante, fui spostato 15 anni fa dall’amministrazione di centrosinistra in quella tendopoli, formata da 44 attività. Mi vergognavo per Pisa, la mia città, ma quello era comunque il nostro posto di lavoro". Così Gianmarco Boni, storico bancarellaio del Duomo, ha parlato ieri a margine dell’inaugurazione di piazza Manin. Uno dei principali accessi a piazza dei Miracoli, se non il più affascinante, è stato infatti riqualificato con i fondi Pnrr e "liberato" dalla "tendopoli" delle bancarelle, per usare le parole del sindaco di Pisa, Michele Conti. Le attività sono state ricollocate ai lati della piazza, non senza polemiche politiche.
"Le attività non sono più 44, ma 12, 6 per lato, e non compromettono assolutamente la visuale", spiega ancora Boni, tornando sulle critiche che riguardano non soltanto la collocazione, ma anche la qualità della merce venduta. All’epoca, le famose piccole Torri di Pisa erano di marmo e non made in China. "È vero che le torri di marmo erano tutta un’altra cosa - continua -, ma non è colpa nostra se, con il passare degli anni e l’avvento della globalizzazione, queste lavorazioni sono progressivamente scomparse. Noi abbiamo continuato a vendere la nostra bellissima Torre di Pisa, magari non più di marmo e realizzata in Cina".






