<p>L'instabilità dei flussi energetici provenienti dal Medio Oriente resterà più elevata che in passato anche una volta raggiunta la pace.
Ne è convinto Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, il quale ieri in audizione alla commissione Attività Produttive della Camera ha anche sottolineato che l'attuale situazione energetica non è ancora riflessa del tutto nei prezzi del petrolio grazie all'utilizzo di 400 milioni di barili di riserve strategiche che i Paesi dell'Ocse hanno immesso sul mercato.</p><p>In questo scenario l'Italia parte da una posizione più solida rispetto ad altri Paesi europei.
Secondo Descalzi, intervistato da Class Cnbc e per MF-Milano Finanza, gli stoccaggi si aggirano intorno al 72% e dovrebbero raggiungere il 90% entro ottobre. </p><p>Domanda.
Descalzi, quale messaggio ha voluto lanciare durante l'audizione?</p><p>Risposta.
Al centro dell'incontro c'è stato il tema della crisi energetica e dei prezzi, che in Italia sono più alti rispetto a quelli europei.












