Può capitare che una persona con disabilità voglia semplicemente andare a un concerto. Comprare un biglietto, organizzare il viaggio, raggiungere il luogo dell’evento, ascoltare la musica insieme a migliaia di altre persone. Un gesto ordinario che in Italia si trasforma spesso in un percorso a ostacoli.
Il caso di Francesca Arcadu, che vorrebbe assistere al concerto di Salmo previsto il 25 luglio all’Ippodromo di Arzachena, lo racconta bene. Desidera andarci, scrive sui social. Così si organizza per cercare informazioni utili sul sito dell’evento, consapevole che saranno in un’area «dedicata», perché la richiesta di accesso non passa attraverso il circuito di vendita dei biglietti ma viene indirizzata all’organizzatore, che a sua volta può affidare la procedura a una realtà esterna. Nel caso del concerto in questione si tratta della torinese M.A.N.I. Amiche Ets, che negli anni ha maturato una competenza riconosciuta nella gestione dell’accessibilità agli eventi, curandone moltissimi.
LA QUESTIONE DELL’ACCESSO ai concerti è infatti ormai entrata anche nel dibattito istituzionale. Nel settembre 2025 la V Commissione Cultura del Comune di Torino ha dedicato un’audizione proprio a M.A.N.I. Amiche, insieme ad altre realtà cittadine, affrontando le modalità con cui le persone con disabilità acquistano i biglietti e accedono agli spettacoli dal vivo. Segno che il tema non riguarda più soltanto esperienze individuali, ma pone interrogativi di carattere generale sull’organizzazione degli eventi culturali. Francesca Arcadu, attivista sassarese che da decenni si batte per i diritti delle persone con disabilità, scrive dunque a loro compilando un modulo, allega certificati medici e dati personali. A pochi giorni dall’evento è più che complicato organizzare lo spostamento fino ad Arzachena sperando di trovare un posto per il pernotto a un prezzo umano. Tanto per dirne una.







