Partecipare a un festival musicale in Italia resta difficile per le persone con disabilità. Il report “Non c’è, non si trova, non esiste”, realizzato dall’associazione Caratteri Cubitali con il gruppo di ricerca partecipata “Lato A”, analizza 100 festival e rivela un forte vuoto informativo: il 51% degli eventi non dedica alcuna pagina all’accessibilità sul proprio sito. Senza informazioni chiare su servizi e condizioni di accesso, molte persone rinunciano in partenza. L’indagine, condotta da attiviste, attivisti e professionisti con disabilità e neurodivergenze, evidenzia dati critici. Il 71% dei festival non fornisce un’email dedicata per richieste sull’accessibilità; l’89% non indica la presenza di bagni accessibili; il 96% non specifica se sia possibile introdurre dispositivi medici personali; l’87% ignora le esigenze alimentari legate ad allergie o condizioni di salute. Un altro problema è il cosiddetto “paradosso del last minute”: le informazioni utili arrivano spesso solo a ridosso dell’evento, mentre chi ha disabilità deve pianificare con mesi di anticipo viaggi e alloggi accessibili. Anche l’acquisto dei biglietti può diventare complesso: il 60% dei festival non indica ingressi dedicati e talvolta richiede certificazioni mediche eccessive. Il report segnala anche scarsa trasparenza sull’uso dei fondi pubblici destinati all’inclusione. In controtendenza emerge lo Ypsigrock Festival, unico evento valutato “Migliore del previsto”. L’accessibilità è un diritto, non un favore. Associazione “Caratteri Cubitali”