Una lettera aperta pubblicata sui social, con la speranza che arrivi direttamente alla cantante Levante. A scriverla è stata Paola, una giovane donna siciliana con disabilità motoria che racconta di non essere riuscita ad acquistare un biglietto accessibile per il concerto dell’artista previsto a maggio a Bologna. Dopo la pubblicazione del post, la cantante le ha risposto in privato. Il caso riaccende il tema dell’accessibilità agli eventi culturali e del diritto delle persone con disabilità a parteciparvi. “Tentare di acquistare un biglietto accessibile è stato un percorso kafkiano e doloroso”, scrive Paola. A gennaio ha provato ad acquistare il biglietto e si è subito palesata la difficoltà di questa che per tutti è un’azione semplice ma non per chi ha una disabilità. “Mentre i posti per il pubblico generale erano ancora abbondantemente disponibili, quelli riservati alle persone con disabilità risultavano già esauriti”.

Paola spiega di essersi poi rivolta all’organizzazione dell’evento, che l’avrebbe indirizzata a un’associazione convenzionata per la gestione dell’accessibilità. Anche in questo caso, però, la risposta sarebbe stata negativa: nessun posto disponibile. Racconta poi di aver chiesto quante postazioni accessibili fossero state previste rispetto alla capienza complessiva della sala e se fosse possibile aumentarle, vista la richiesta. “Mi hanno scritto che questa informazione non è accessibile e che non ho possibilità di partecipare al concerto”. Tutto questo avviene sebbene la legge 67 del 2006 preveda che gli spettacoli aperti al pubblico siano fruibili anche dalle persone con disabilità, in proporzione adeguata e con pari opportunità di accesso. Il tema dell’accessibilità agli eventi live è sempre più al centro del dibattito, anche grazie a iniziative come “Live for All”, manifesto che chiede regole e pratiche concrete per rendere concerti e spettacoli dal vivo realmente accessibili alle persone con disabilità.