| 14 Luglio 2026 09:31 |

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Roma, 14 lug. (askanews) – Nei teatri d’opera italiani, gli artisti disabili non hanno diritto d’accesso. Eppure, dice il regista lirico Stefano Vizioli, i corpi sono sempre una opportunità, e l’arte non ha confini. Anche gli ausili, dalle stampelle alle sedie a ruote, possono diventare strumenti di scena.

“La creatività è sicuramente stimolata; lanciare stampelle o fare i matti con la carrozzina… non sarà certo una carrozzina che ci ferma” dice Vizioli, anzi: “Non mi fanno paura le carrozzine né le stampelle né le cecità; trovo sempre nella difficoltà una opportunità, anche per me, per vedere se io per primo ho il coraggio di sfruttarle”. L’intervista appare in un video social realizzato dalla musicista Marianna Monterosso, con l’obbiettivo di puntare i riflettori sull’esclusione degli artisti che hanno problemi fisici – e in particolare sulla norma del contratto collettivo negli enti lirico sinfonici che blocca strumentisti, cantanti di coro e solisti.

Vizioli, musicista prima che regista, ha passato una vita intera nei teatri di tutto il mondo a mettere in scena l’opera e si è prestato alla campagna per lottare contro le discriminazioni in scena. “L’artista non ha barriere” dice. “Il carismo o ce l’hai o non ce l’hai, e il regista deve intuirlo. Ho lavorato con corpi bellissimi, ma immobili come menhir”.