C'è una data da cui parte davvero questa storia, ed è il settembre del 2015: il Salone di Francoforte, le prime indiscrezioni che arrivano dagli Stati Uniti, e poi l'ammissione che cambia per sempre il rapporto tra industria dell'auto e politica. Il Dieselgate non è stato solo uno scandalo tecnico su una centralina truccata. È stato il momento in cui l'industria automobilistica ha perso la forza contrattuale che aveva avuto per decenni. E la politica, per la prima volta, si è trovata a normare un settore che non aveva più argomenti per opporsi.
Quattroruote al bar..sulla crisi della Gemania!
Nella nuova puntata di Quattroruote al bar, Alessandro Lago, Gianluca Pellegrini, Rosario Murgida e Roberto Lo Vecchio si mettono attorno a un tavolo per parlare di un equivoco che si è ripetuto spesso, tra i tanti commenti alla puntata precedente: la colpa della crisi Volkswagen sarebbe tutta di Bruxelles, del Green Deal, di Ursula von der Leyen. Per capire quanto questa lettura sia parziale, bisogna tornare indietro di dieci anni e ricostruire una catena di eventi molto più intrecciata di come viene raccontata al bar (quello vero).
Il percorso che porta al bando dei motori termici nel 2035 non è stato imposto dall'alto contro una industria riluttante: c'è stato un momento preciso in cui si sono saldati assieme gli interessi della politica - che aveva bisogno di ricostruire una normativa credibile dopo lo scandalo - e gli interessi di una parte dell'industria tedesca, che aveva bisogno di ripulirsi l'immagine. Il tutto in un contesto globale in cui la finanza, dai grandi fondi ESG ai fondi pensione nordamericani, spingeva ogni settore industriale verso il green perché prometteva enormi rendimenti, e non necessariamente perché fosse la scelta più razionale per ogni mercato.












