Uno studio pubblicato su JAMA mostra in che misura i livelli nel sangue di proteina p-tau217 possono indicare in anticipo il rischio di sviluppare i sintomi di declino cognitivo associati all’Alzheimer.
Lo studio pubblicato su JAMA ha valutato il valore prognostico della proteina p–tau217 nel sangue per stimare il rischio di sviluppare i sintomi dell'Alzheimer.
Quanto sono validi gli esami del sangue per prevedere lo sviluppo dell’Alzheimer? Un nuovo studio pubblicato su JAMA ha contribuito a chiarire i dubbi sul valore predittivo dei test per la proteina tau-217 fosforilata (p-tau217), uno dei marcatori ematici più noti della malattia di Alzheimer. Questi test, tra cui il primo ad essere stato approvato dalla FDA negli Stati Uniti, hanno acceso il dibattito sulla loro reale capacità di stimare in anticipo se una persona svilupperà sintomi di declino cognitivo, come perdita della memoria, alterazioni del linguaggio e del comportamento. La nuova analisi, guidata dagli esperti del Mass General Brigham Neuroscience Institute, mostra che nelle persone con livelli molto elevati di p-tau217, il rischio assoluto di sviluppare deterioramento cognitivo raggiunge il 38% in cinque anni e il 78% entro 10 anni. I risultati dello studio sono stati presentati all’Alzheimer’s Association International Conference (AAIC), svoltasi a Londra dal 12 al 16 luglio 2026.













