Un'incredibile scoperta che portà essere di grande aiuto per il futuro. Secondo un recente studio, nel sangue sarebbe presente un timer molecolare in grado di indicare con decenni di anticipo quando potrà manifestarsi la malattia di Alzheimer, con uno scarto al massimo di 3-4 anni: si tratta della proteina tau. Scopriamo cos'è.
La tau è una proteina normalmente presente nel nostro cervello. Il suo compito è di stabilizzare i microtubuli, strutture che permettono il corretto trasporto di sostanze all’interno delle cellule nervose. Nel caso di studio, si prende in considerazione la p-tau217, un'alterazione della proteina originale che avviene quando alla tau si aggiungono gruppi fosfato (indicati dalla "p" che sta per "fosforilata"), e il luogo in cui si effettua questa modifica, ossia l'amminoacido 217.
Quando la p-tau217 si altera in maniera eccessiva diventa "iperfosforilata", ripiegandosi male e generando grovigli neurofibrillari e ammassi tossici nei neuroni, sintomi classici dell'Alzheimer. È classificata come timer molecolare perché i suoi livelli iniziano ad aumentare anni prima dei sintomi, e in base alla quantità riscontrata nel sangue del paziente è facilmente deducibile quanto tempo manca alla comparsa della malattia. Per queste ragioni è considerata a tutti gli effetti come un biomarcatore predittivo, grazie al quale si riesce ad arrivare prima alla diagnosi e cominciare eventuali terapie preventive.







