«Quando non lavori più non conti più nulla e non c'è più posto per te. Dove vivo io non esistono esperienze simili». A scriverlo a La Stampa è Gabriella, 65 anni, che vive a Milano. Dopo aver letto il racconto delle panchine di piazza San Carlo, luogo di ritrovo decennale di un gruppo di pensionati che ha saputo far comunità, ha deciso di raccontare quanto sia difficile trovare spazi dove la socialità nasca spontaneamente, soprattutto per le persone in pensione. Eppure a Torino questi luoghi esistono ancora. Non si trovano nei caffè del centro o nei circoli privati, ma sotto gli alberi del Parco Ruffini, davanti a dodici scacchiere di cemento nate da una raccolta firme, oppure nell'ex bocciofila di piazza d'Armi, dove un gruppo di pensionati ha costruito una piccola capanna per ripararsi d'inverno. Parco Ruffini: le scacchiere diventate un punto di ritrovo Quando la gente comune decide di prendersi cura di un posto, quel posto diventa casa racconta Giuseppe che la pensione se la gode al Parco Ruffini, seduto intorno alle scacchiere. Descrive così una Torino che ogni giorno si dà appuntamento lontano dai caffè del centro e dai circoli privati. Quei tavoli di cemento che hanno trasformato la vita di molti Al Parco Ruffini il movimento comincia verso le quattro del pomeriggio. C'è chi arriva in bicicletta, chi passa solo per salutare, chi sa già che resterà fino a sera. I pezzi si muovono sulla scacchiera senza orari e senza calendario. È così da anni, in quello che i frequentatori definiscono con orgoglio «un luogo unico in Italia». «Quando abbiamo iniziato, verso il 2008, le scacchiere erano soltanto tre» racconta Michele Scagliori, 69 anni. «Per mesi siamo rimasti qui tutte le domeniche con i cartelli e abbiamo raccolto firme da portare in circoscrizione. Così siamo riusciti a farne realizzare altre». Cosa dicono i dati
La rivoluzione gentile degli anziani: dalle panchine alle scacchiere, la riconquista di spazi sociali
Dopo il caso degli appuntamenti delle 17 in piazza San Carlo, altri luoghi vengono “colonizzati” dai pensionati. Una resistenza contro la scomparsa dei centri …








