MONTEBELLUNA (TREVISO) - «Vengono serviti meno pasti rispetto al numero di anziani, che così sono costretti a dividersi il cibo». Fabio Zuglian, sindacalista della Cisl Fp di Treviso e Belluno, va dritto al punto sul nodo dei pasti serviti agli anziani della casa di riposo Umberto I. Nelle segnalazioni recapitate ai vertici della Rsa si dice che ne mancano almeno 20 rispetto ai 112 posti. E che gli operatori sono costretti a frazionare le porzioni per dare qualcosa a tutti. Con alcuni alimenti, come le cosce di pollo, non è semplice. Con i formaggi, invece, è più agevole. Non a caso qualcuno tra il personale ha già ribattezzato il tutto come la "guerra dello stracchino".
«È un problema reale, noto anche ai lavoratori che operano con grande senso di responsabilità e che si trovano spesso a gestire il disagio degli ospiti e le legittime osservazioni dei familiari - dice Zuglian - la situazione è stata segnalata più volte alla direzione, ma non è stato preso alcun provvedimento. Il personale non può essere lasciato solo ad affrontare criticità che richiedono precise scelte gestionali. Quando si parla di alimentazione degli anziani, non si tratta di un dettaglio: è un elemento fondamentale della qualità dell'assistenza e del rispetto della dignità delle persone». A questo si aggiunge la presa di posizione di alcuni lavoratori. «Il problema principale riguarda il cibo. Chi non ha visite, in particolare, subisce il taglio delle porzioni - è quanto trapela - oltre a questo, poi, c'è una carenza di materiali per l'igiene. Stiamo facendo i salti mortali ogni giorno per proteggere gli ospiti e non far pesare su di loro quello che succede, ma non ne possiamo più». Cda e premi Non solo. La Cisl punta il dito anche contro una impasse amministrativa. Da una parte il cda scaduto alla fine del 2025, non ancora rinnovato, e dall'altra - a cascata - il mancato pagamento dei premi di performance ai lavoratori per il 2024 e il 2025. «A fronte dell'attuale perdita di potere d'acquisto, assumono un'importanza tutt'altro che marginale - scandisce Zuglian - chiediamo che vengano rispettati gli impegni e che si affrontino tutte le criticità in modo trasparente e tempestivo». La replica Se le parole del sindacato appaiono nette, la risposta dell'Umberto I non è da meno. Le accuse vengono smentite e respinte in toto: «Non trovano riscontro nella gestione quotidiana del servizio mensa». «Le dichiarazioni della Cisl Fp sono inaccettabili - dicono dal centro servizi - si strumentalizza la tutela degli ospiti per finalità che nulla hanno a che fare con la qualità dell'assistenza». «È particolarmente grave - si aggiunge - che un'organizzazione sindacale scelga di utilizzare un tema delicato come l'alimentazione delle persone anziane per sostenere una polemica che, nella sostanza, appare finalizzata ad affrontare questioni di diversa natura, prevalentemente contrattuale e organizzativa». Marco Giacon, direttore dell'Umberto I, sottolinea in particolare che fino ad oggi non ci sono stati confronti diretti. «Se ci sono problemi basta parlarne con i responsabili - rimarca - siamo sempre disponibili a verificare le cose e ad adottare, se necessario, gli opportuni correttivi. Chi cerca di risolvere un problema, si comporta così». Per quanto riguarda il cda, infine, si attendono le nomine da parte del Comune. Dopodiché si punterà a sbloccare il nodo dei premi.









