MONTEBELLUNA - Poco cibo nei piatti distribuiti agli anziani. Tanto che a volte le porzioni vengono frazionate, e di conseguenza ridotte, per farle bastare per tutti. Se con i formaggi ci si può riuscire, però, quando arrivano altri alimenti, come le cosce di pollo, la missione diventa impossibile. Si prova a tamponare con altri latticini. Ma non basta. Sono queste, in sintesi, le lamentele messe nero su bianco nelle segnalazioni inviate nell’ultimo periodo ai vertici della casa di riposo Umberto I di Montebelluna. A finire sotto la lente è in particolare il servizio di ristorazione.
Il nodo dei pasti Stando alle testimonianze che escono dalla casa di riposo, mancherebbero quotidianamente all’appello una ventina di pasti rispetto ai 112 posti letto del centro per anziani. Un discorso che vale sia per il pranzo che per la cena. Il personale sarebbe costretto a un continuo esercizio di “ingegneria alimentare” per riuscire a distribuire il cibo a tutti.Tra gli operatori la vicenda è già stata ribattezzata con amara ironia come “la guerra dello stracchino”. Se un formaggio fresco può essere facilmente suddiviso in più porzioni, infatti, diventa ben più complicato "moltiplicare" pietanze monoporzione, come gli hamburger. Da qui le segnalazioni e le relative preoccupazioni in merito al servizio offerto agli anziani. Le tensioni arrivate a farsi sentire anche tra gli stessi operatori. Il comitato dei familiari Ma non tutti la vedono allo stesso modo. Agnese Zanatta, presidente del comitato familiari dell’Umberto I, rivela di non aver ricevuto proteste per la quantità del cibo. «Come me non si è fatto avanti nessuno», precisa. Nella cassetta installata all’ingresso non sono stati depositati reclami. Evidentemente gli autori delle segnalazioni hanno scelto un’altra via. A questi Zanatta risponde richiamando anche e soprattutto la propria esperienza diretta. «Sono quattro anni che vado a trovare mio marito tutti i giorni. E spesso mi fermo a mangiare lì, a pranzo o a cena - rivela - non ho mai notato particolari difficoltà sulla ristorazione. Anzi, le cose sono anche migliorate da quando è stato attivato il nuovo centro cottura».Zanatta evidenzia anche che generalmente gli altri familiari non si fermano a mangiare con gli anziani. E proprio per questo invita alla prudenza. «Bisogna vedere la situazione in presa diretta per rendersi conto di quello che succede effettivamente. A volte può capitare che gli anziani riferiscano delle cose. Ma, con il massimo rispetto per tutti, è sempre necessario verificarle - conclude - invito tutti a fermarsi in mensa per vedere cosa e come mangiano gli anziani. Quello che posso assicurare è che il cibo non manca, è buono e il personale, sempre molto attento, lavora bene».









