Roma, 16 luglio 2026 – La non autosufficienza è una delle grandi emergenze sociali italiane, ma resta spesso confinata nella dimensione privata delle famiglie. Oggi circa 10 milioni di persone sono coinvolte ogni giorno nell’assistenza agli anziani fragili: 4 milioni di anziani non autosufficienti, familiari, caregiver, assistenti familiari e operatori professionali. È un pezzo enorme del Paese che vive tra cure, burocrazia, liste d’attesa, costi e solitudine organizzativa. Il Patto per un nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che riunisce 60 organizzazioni della società civile, del terzo settore, dei pensionati, dei familiari, delle professioni e dei soggetti che offrono servizi, presenta per questo un pacchetto di proposte per la Legge di Bilancio 2027. L’obiettivo è dare piena attuazione alla riforma approvata nel 2023 con la legge 33, la prima riforma organica italiana dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. La legge c’è. Ora, sostiene il Patto, bisogna portarla nella vita quotidiana delle persone.
Un’urgenza destinata a crescere
Il problema non è solo quello che già accade oggi. È quello che accadrà domani. Nei prossimi dieci anni gli ultraottantacinquenni, cioè la fascia di popolazione con i bisogni assistenziali più elevati, aumenteranno di circa il 30%. Senza un rafforzamento strutturale dei servizi pubblici, il peso dell’assistenza continuerà a cadere soprattutto sulle famiglie. Cristiano Gori ed Eleonora Vanni, coordinatori del Patto, parlano di “un’urgenza sociale che tocca nel profondo il tessuto del nostro Paese”. E aggiungono: “Oggi il peso dell’assistenza poggia in gran parte sulle spalle delle famiglie, che si trovano ad affrontare un sistema ancora frammentato e spesso distante dalle necessità quotidiane". I dati spiegano la durezza del giudizio. Un anziano in Italia riceve mediamente appena 16 ore annue di assistenza domiciliare, contro le 150 della Danimarca. Circa 270mila persone sono in lista d’attesa per un posto in una struttura residenziale, un numero simile a quello degli anziani oggi effettivamente ospitati nelle strutture. Per accedere a servizi e sostegni, una famiglia deve affrontare mediamente 5 o 6 valutazioni diverse. L’indennità di accompagnamento, principale misura economica per la non autosufficienza, attende una riforma organica da 45 anni.






