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Da anni si parla di quanto l’intelligenza artificiale rischi di compromettere il lavoro delle società di consulenza, quelle che – semplificando un po’ – vengono pagate per risolvere problemi di altre aziende, fornire loro analisi e pareri, realizzare progetti specifici. È un’attività economica intorno a cui girano moltissimi soldi e da cui dipendono moltissimi posti di lavoro in tutto il mondo. I modelli di intelligenza artificiale possono arrivare a sostituire per certi versi il lavoro dei consulenti: possono elaborare strategie per le aziende, dare consigli su come riorganizzare il lavoro, e possono anche prendersi in carico servizi come l’assistenza clienti e lo sviluppo di software.
Ci sono in effetti alcuni segnali che fanno intendere che le prospettive per il settore si siano fatte più negative. Allo stesso tempo però fin qui le grandi società di consulenza sono riuscite se non ad adattarsi quantomeno a barcamenarsi, sviluppando servizi nuovi e facendo anzi dell’intelligenza artificiale pure un loro punto di forza.
Lo hanno fatto innanzitutto nella gestione del loro stesso lavoro. Le società di consulenza incoraggiano l’uso dei software di intelligenza artificiale per sbrigare il lavoro più routinario e di ricerca: le analisi di mercato, le presentazioni, i grafici, i report, tutto ciò che in passato era affidato a persone in stage o dipendenti con meno esperienza.









