Non sono gli investimenti il problema più grande delle aziende quando si parla di IA, ma l'adozione concreta dei nuovi strumenti generativi da parte dei dipendenti. Molti lavoratori mostrano diffidenza nei confronti dell'AI generativa, sia per timori legati all'affidabilità dei risultati sia per la difficoltà di modificare abitudini consolidate.

Al fine di cambiare lo status quo e mettere a frutto gli investimenti nel modo migliore, secondo un articolo del Wall Street Journal stanno nascendo all'interno delle aziende figure chiamate AI Champion, ovvero semplici dipendenti che si sono invece dimostrati più aperti alla nuova opportunità.

Questi dipendenti ricevono accesso anticipato alle nuove piattaforme, formazione dedicata e hanno un rapporto diretto con il management. Il loro compito non consiste soltanto nel promuovere gli strumenti di AI, ma soprattutto nell'accompagnare i colleghi che "zoppicano" durante le prime fasi di utilizzo, rispondendo ai dubbi e mostrando applicazioni concrete nelle attività quotidiane.

L'approccio sembra produrre risultati. Secondo un rapporto pubblicato a giugno da Boston Consulting Group, il 74% degli impiegati senza responsabilità manageriali utilizza oggi strumenti di intelligenza artificiale con regolarità, ovvero ogni giorno o più volte alla settimana. Nel precedente studio del 2025 la percentuale era pari al 51%. L'indagine ha coinvolto 11.749 lavoratori distribuiti in 14 mercati.