Ci sono due modi per utilizzare l’IA allo scopo di risparmiare lavoro: farlo fare ai manager o farlo fare ai lavoratori. In entrambi i casi il risultato è la moltiplicazione di agenti artificiali al posto della gente in carne e ossa. È presto per dire se il saldo netto sarà più occupazione grazie alla innovazione dei processi, o più licenziamenti. Ma il trend è chiaro: la moltiplicazione di ruoli e compiti automatizzati. E la diminuzione di contatti umani: si passa dalla gente all’agente. Gli agenti IA sono ormai diffusi sul desk di ogni impiegato. Spesso sono forniti dalle stesse aziende che vendono programmi di calcolo o di videoscrittura, per compiti semplici come inviare una mail o navigare sul web. La novità è che possono farlo senza richiedere l’intervento umano e ricordare il compito assegnato per utilizzarlo su scala e per un tempo illimitato. Le funzioni di un agente possono essere più o meno complesse, e qui è la chiave della loro diffusione. Si stanno moltiplicando a macchia d’olio i corsi di formazione che insegnano a dipendenti pubblici e privati come programmare agenti, organizzando il proprio lavoro non più soltanto in prima persona ma anche con una serie di collaboratori informatici.