L’avanzata dell’intelligenza artificiale rischia di spazzare via i call center e migliaia di posti di lavoro. Un’impiegata del settore ha raccontato a Fanpage.it la storia di chi, tra pressioni continue e stipendi da fame, teme seriamente per il proprio futuro: “Per noi non esiste nessun piano B”.

La minaccia dell'intelligenza artificiale per il settore dei call center è sempre più concreta. Se fino a poco tempo fa il grande problema del settore erano i contratti da fame e le tutele inesistenti, oggi la vera paura per migliaia di lavoratori è l'avanzata inesorabile dell'IA. Parliamo di persone che passano le giornate al telefono a vendere prodotti, risolvere problemi e, non di rado, incassare lamentele e insulti. Dietro le fredde statistiche di questa transizione, però, non ci sono solo numeri, ma i volti e le storie di chi vede il proprio futuro evaporare. Come quello di Anna (nome di fantasia), un'operatrice piemontese, dipendente di compagnia che gestisce commesse per grandi marchi bancari, assicurativi e dell'energia, che ha accettato di raccontarci dall'interno l'inferno quotidiano di un mestiere che rischia di sparire.

Assunta più di venti anni fa, single, monoreddito e con un contratto part-time che lei definisce "involontario", questa lavoratrice che ha preferito restare anonima ha raccontato a Fanpage.it dall'interno il "dietro le quinte" di un mestiere logorante, mal pagato e che ora rischia di sparire per colpa di modelli IA che imparano tremendamente in fretta. "Questo lavoro non è mai stato semplice. Quando mi hanno assunta, la scelta era molto chiara: o accettavo un contratto da 30 ore part-time o restavo a casa", ha spiegato a Fanpage.it. "Oggi, pur avendo raggiunto l'ultimo scatto di anzianità, la mia paga base pulita oscilla tra i 1.150 e i 1.200 euro al mese. È poco, ma è anche la mia unica risorsa di sostentamento. E tra poco potrebbe non esistere più". Come funziona esattamente il lavoro di un'operatrice di call center? Di fondo, la vita nei call center è molto omogonea. Cambiano le procedure e i software, ma una commessa vale l'altra e noi operatori siamo considerati intercambiabili: se domani l'azienda perde una commessa e ne acquisisce un'altra, veniamo formati rapidamente e spostati altrove. Lavoriamo su turni stabiliti dal committente, che decide la fascia oraria di copertura del servizio. Sulla mia commessa attuale copriamo la fascia 8:00-20:00 dal lunedì al sabato, ma ci sono realtà legate alle emergenze che lavorano H24, festivi inclusi.