PADOVA/VICENZA - Approfittando dell’assenza dei medici e della madre del bambino, infliggeva al figlio di appena 5 mesi gravi lesioni alla bocca, alla lingua e alla gola con lo scopo di renderlo disabile e percepire i relativi sussidi. Vere e proprie sevizie costate al padre, un 23enne di Camisano Vicentino, la condanna a 8 anni per maltrattamenti in famiglia e lesioni. Disposta anche una provvisionale di un milione di euro a titolo di risarcimento. La sentenza è stata pronunciata il 16 luglio davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Padova.

La vicenda I maltrattamenti erano iniziati subito dopo la nascita del neonato e sono andati avanti fino al giorno in cui, il 26 ottobre 2025, un blitz degli agenti di polizia ha messo fine all'orrore quando il piccolo era già ricoverato in Pediatria a Padova. La mattina del suo arresto il papà era nella stanza del piccolo, che da poco più di tre mesi accusava continui problemi alle vie respiratorie e alla gola. Da due giorni, però, gli agenti della Squadra mobile avevano installato alcune telecamere nella camera, puntate sulla porta d'ingresso e sul letto del neonato. Più volte in quelle 48 ore di osservazione i poliziotti avevano notato il 23enne entrare nella camera con fare guardingo e alzare la testa verso gli angoli della stanza. Pensando, così, di non essere visto, il papà si avvicinava al letto del figlio mettendogli le dita in bocca e schiacciandogli il petto. Manovre ripetute più volte e interrotte solo quando sentiva avvicinarsi qualcuno. Poi, rimasto di nuovo solo, riprendeva le sevizie. I medici sono stati costretti ad asportare la lingua del bambino per i gravissimi danni subiti.