Avrebbero violentato e maltrattato un bimbo di soli 3 anni infliggendogli punizioni umilianti per costringerlo a subire in silenzio abusi sessuali: sigarette spente sulle braccia o fango, escrementi e saliva. I suoi aguzzini sarebbero stati il padre e lo zio, sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e 8 mesi e a 8 anni nel giudizio d’appello che, di fatto, ha confermato la sentenza di primo grado emessa nell’ottobre 2020.

Nei confronti del padre, la seconda sezione ha confermato la sospensione della responsabilità genitoriale per l'intera durata della pena. La vicenda si è consumata in un paese del circondario di Galatina.

Il piccolo sarebbe stato costretto a subire molestie sessuali sin da novembre 2015 e sarebbero andate avanti per due anni. Una spirale di abusi interrotta solo quando il bimbo è riuscito a rivelare violenze e traumi alla madre. La donna si è presentata in caserma per mettere a verbale il racconto del figlio allegando anche le registrazioni audio in cui confessava le molestie sessuali per mano dello zio, subito indagato per violenza sessuale ma anche per pornografia minorile. I carabinieri, infatti, acquisita la denuncia, raggiunsero casa dell’uomo sequestrando il telefonino in cui erano state conservate quattro foto del nipote a sfondo pedopornografico.