È stato il coraggio di un bambino di otto anni a spezzare il silenzio e far emergere una storia di orrori e abusi che si consumavano da anni dentro le mura di casa. E così oggi, dopo la denuncia e una indagine portata avanti dal pubblico ministero Gilberto Ganassi, il padre del minorenne, un uomo di 42 anni residente in un paese dell’Alta Gallura, è stato condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione dal tribunale di Cagliari per violenza sessuale su minore e produzione e diffusione di materiale pedopornografico.
La denuncia
Per mesi — forse anni — il bambino ha subìto le violenze del padre, costretto a partecipare a rapporti filmati e poi condivisi in rete. Solo nella primavera del 2024 il piccolo ha trovato la forza di raccontare tutto alla madre, che ha denunciato l’ex compagno, dando il via a un’inchiesta che ha svelato una rete di abusi e scambi di materiale pedopornografico. Una inchiesta che ha svelato il coinvolgimento di altri adulti e di altri bambini: in tutto sarebbero cinque i minori vittime degli abusi.
Gli “spettacoli”
Secondo l’accusa, l’uomo abusava del figlio e filmava tutto, poi li condivideva con altri uomini tramite chat e videochiamate. Per gli inquirenti si trattava di veri e propri “spettacoli pedopornografici”, anche in diretta, messi in scena con il coinvolgimento forzato del bambino, costretto a subire e compiere atti sessuali.







