Sono finiti alla sbarra in tre — madre, partner e fratello di quest’ultimo — con accuse di violenza sessuale, maltrattamenti e omessa denuncia. A puntare il dito due bambine di 7 e 8 anni, che avevano affidato i loro racconti (prontamente registrati e filmati) al padre e alla sua nuova compagna. Ieri però i tre imputati hanno incassato l’assoluzione piena, come del resto aveva chiesto il pubblico ministero Marco Sanini. Le bambine sarebbero «incapaci di testimoniare», così come già aveva stabilito il consulente in un procedimento parallelo.
L’inchiesta è stata aperta nel 2017, quando i genitori delle due bimbe erano già separati e i giudici avevano disposto l’affido condiviso (la coppia ha anche una terza figlia che non è coinvolta nella vicenda). Al tempo le minori vivevano per gran parte del tempo con la madre e il suo nuovo compagno, ma trascorrevano le vacanze dal padre, che nel frattempo si era costruito una nuova famiglia a Salerno. Proprio durante un soggiorno in Cilento le piccole avrebbero confidato al genitore e alla sua nuova compagna i presunti abusi sessuali subiti. Racconti cristallizzati anche in alcuni video e file audio che la coppia ha registrato e archiviato in una pennetta usb, per poi consegnarli ai magistrati subalpini durante le indagini preliminare. In quei frame le bambine rispondono a domande come «Tu ieri mi hai raccontato che… è vero?» e replicano a osservazioni come «Le bugie non si dicono, vogliamo che tu dica la verità». Stando a queste testimonianze, l’autore dei presunti abusi — palpeggiamenti e toccamenti — sarebbe stato il fratello del nuovo compagno della mamma. Una sorta di «zio acquisito» che era stato ospite a casa loro durante un periodo di malattia. L’uomo era allettato, non poteva muoversi, mentre oggi si sposta in sedia a rotelle.






