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Alessandra Nardini

Il riscaldamento globale sta cambiando anche il modo in cui dormiamo, lo dimostra uno studio di Climate Central. Dalle città del Medio Oriente all'Italia, il caldo notturno disturba il riposo e colpisce soprattutto chi è più vulnerabile

Lo stiamo sperimentando in questi giorni e, soprattutto, in queste notti: il caldo estremo non ci fa solo soffrire, ci ruba anche il sonno. E non è una sensazione. Una nuova ricerca di Climate Central mostra che, nelle 1.338 principali città analizzate nel mondo, la perdita di sonno dovuta alle alte temperature e attribuibile al cambiamento climatico è almeno raddoppiata dagli anni Settanta.Si tratta della prima analisi che quantifica direttamente quante ore di sonno sono state perse a causa del cambiamento climatico. Per farlo, i ricercatori hanno confrontato le temperature realmente registrate con quelle che si sarebbero verificate in un mondo senza il cambiamento climatico causato dalle attività umane. Tra il 2020 e il 2025, una persona nel mondo ha perso, in media, quasi 56 ore di sonno all’anno a causa delle temperature notturne sempre più elevate. Di queste, circa sei ore, poco più del 10 per cento, sono attribuibili al riscaldamento globale. L’equivalente di sette notti di sonno perse ogni anno per effetto delle alte temperature, di cui circa una notte è direttamente riconducibile al cambiamento climatico.