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Ruggiero Corcella

Le città non si raffreddano più: asfalto e cemento rilasciano durante la notte il calore accumulato nelle ore diurne, impedendo all'organismo di recuperare. Ecco perché si dorme peggio, il cuore lavora di più e aumenta il rischio di disidratazione. Cosa accade al nostro organismo e i consigli per proteggersi

Le temperature elevate non danno più tregua nemmeno dopo il tramonto. Sempre più spesso, soprattutto nelle città, il termometro resta sopra i 30 gradi per tutta la notte e capita che non scenda nemmeno sotto i 25. È l'effetto delle isole di calore urbane: asfalto, cemento, edifici e superfici stradali accumulano energia durante il giorno e la restituiscono lentamente quando il sole è già tramontato, impedendo all'aria di rinfrescarsi.Ma il problema non è soltanto il disagio. Per recuperare dalle fatiche della giornata, e innescare il sonno, il nostro organismo ha bisogno di raffreddarsi. Se questo non accade, il sonno diventa più frammentato, il cuore continua a lavorare di più, aumenta il rischio di disidratazione e perfino la digestione può risultare più faticosa. Le conseguenze sono particolarmente importanti per anziani, bambini, donne in gravidanza e persone con malattie croniche.Che cosa succede, quindi, al nostro corpo durante una notte di caldo estremo? E quali sono le strategie più efficaci, raccomandate dagli esperti, per proteggersi? Ecco le risposte, con la supervisione del professor Nicola Montano, ordinario di Medicina interna Università degli Studi di Milano e presidente Società italiana di medicina interna (Simi)