In Brazil, il capolavoro di “satira distopica” di Terry Gilliam, uscito nelle sale nel 1985, i personaggi utilizzano parole il cui significato è del tutto lontano, se non opposto, da quello a loro comunemente attribuito loro, secondo il modello, a cui l’ex membro dei Monty Python si era ispirato, la Oceania del Grande Fratello, dove il regime al potere impone l’inversione dei significati, “la libertà è schiavitù”.
Le parole in politica sono importanti. E pericolose, se manipolate e distorte (di M. Gervasoni)
Ormai spesso suonano a vuoto, con concetti ormai lontanissimi dal loro significato storico. È necessaria una ecologia critica del linguaggio, che ne restituisc…







