C’è un’atmosfera cupa, lo scrivo da tempo e penso che stia peggiorando. Più la legislatura s’avvia alla fase finale, più gli estremisti escono allo scoperto, più appare possibile un’altra vittoria del centrodestra alle prossime elezioni politiche, più i toni sono macabri.

Giorgia Meloni è cresciuta con i racconti di chi ha visto gli anni di piombo, il terrorismo, ha esperienza politica e sesto senso, per questo quando dice che «non è nemmeno rabbia. È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore», va ascoltata, perché c’è qualcosa di sinistro, una presenza visibile ma ancora inafferrabile che si sta facendo avanti, si augura la morte dei bambini, la fine violenta dei figli di chi serve lo Stato.

AUGURA LA MORTE ALLA FIGLIA DELLA MELONI? NON SOLO: L'ORRORE INFINITO

Un presunto dipendente del Ministero dell'Istruzione è finito nella bufera per un post molto duro nei confron...

È una presenza sulfurea, la sentiamo strisciare e nello stesso tempo è nascosta nella moltitudine, si fa scudo nell’essere confusa nella massa, ma le parole, gli slogan sono chiari: non gli basta sconfiggere l’avversario politico, lo vogliono eliminare, lo classificano come il “nemico” da abbattere, desiderano la sofferenza di chi ha un’idea politica diversa. È un’accozzaglia pazza, pericolosa, non mi preoccupano i leoni da tastiera che sono agnellini frustrati nella vita reale (ieri su X una simpatica signora mi ha dato del “bastardo” augurandomi di «morire di stenti»), ma quelli che fanno propaganda brandendo come una clava la parola «lotta», i nuovi predicatori dello scontro sociale, le brigate di fanatici che vedono il fascismo al potere e chiamano alla resistenza. Prima o poi, troveranno il matto che spara e forse molto altro, perché qualcosa sta bollendo in pentola.