di Franco Berrino

È la condizione di chi soffre di obesità addominale, glicemia alta, ipertensione e squilibri dei grassi del sangue. Come intervenire? Con attività fisica e dieta mediterranea

Già 50 anni fa i medici avevano osservato che chi ha la pancia ha un maggior rischio di ammalarsi di diabete, di infarto e di ictus cerebrale, è più frequentemente iperteso, con glicemia alta e squilibri dei grassi del sangue (trigliceridi alti e colesterolo HDL basso). I medici di allora avevano chiamato quest’insieme di fattori di rischio il «quartetto mortale».

Più recentemente questa condizione, che riguarda un terzo della popolazione adulta, è stata rinominata sindrome metabolica (SM) e si è visto che è associata a un maggior rischio di molte altre malattie: tumori maligni (fegato, colon, mammella, endometrio, prostata, pancreas, rene, vescica), steatosi e cirrosi epatica (non alcolica), calcoli al fegato, bronchite cronica (a parità di sigarette fumate), iperplasia prostatica, patologie oculari (cataratta, glaucoma, degenerazione maculare), osteoartrite e anche il morbo di Alzheimer (chi ha la sindrome metabolica in età media ha un rischio più che doppio di ammalarsi in età anziana). All’Istituto dei Tumori di Milano abbiamo riscontrato che il rischio di ammalarsi di cancro mammario cresce fino a raddoppiare all’aumentare del numero di fattori della sindrome metabolica, e anche il rischio di recidiva raddoppia.