di
Alessandra Arachi
Nuova legge elettorale, l’alternanza di genere a rischio
ROMA - Alla fine qualcuna annuisce, ma di far mettere nero su bianco le dichiarazioni di voto nemmeno a parlarne. Non è stato un voto qualunque quello di martedì alla Camera sulle preferenze. Quell’emendamento alla legge elettorale ha mandato sotto il governo. Per un solo voto di differenza. È stato un colpo per la premier Giorgia Meloni. E adesso le deputate della maggioranza non se la sentono di ammettere pubblicamente che sì, nel gruppo dei franchi tiratori c’erano le donne. E la domanda è: erano tutte donne?
Difficile crederlo. Nel corridoio dei passi perduti ieri si facevano e rifacevano i conti. Che tra i franchi tiratori ci fossero tante «franche tiratrici» è una vulgata che in Transatlantico vola di bocca in bocca. Ma adesso i «traditori» sono diventati 50 (ne erano stati contati 31) e a considerare che così tante siano state solo donne non torna. Le analisi del voto in controluce individuano 10 franchi tiratori in Fratelli d’Italia, 20 di Forza Italia, 10 della Lega.












