di
Carlo Cottarelli
Pesano fisco, burocrazia, costo dell’energia e poche nascite. Se non si risolvono questi probpemi con adeguate riforme (il Pnrr non sembra essere stato sufficiente) resteremo ancorati allo zero virgola
Se andate sul sito www.istat.it il primo grafico che vi appare scorrendo verso il basso a sinistra (riprodotto qui a fianco) è quello del livello del Pil da inizio 1996. Il posizionamento evidenzia il suo rilievo tra le innumerevoli statistiche prodotte dall’Istat. Ma cosa è il Pil, perché è importante e cosa lo determina?
Il Pil (Prodotto Interno Lordo) italiano è il valore di quanto viene prodotto in un certo periodo di tempo (tipicamente un trimestre o un anno) in Italia. Dato che quello che viene prodotto è anche quello che può essere distribuito come reddito, il Pil (semplifico; non è proprio così) è anche il reddito degli italiani. Da qui la sua importanza: il Pil è quello che gli italiani portano a casa dall’attività lavorativa o da altre fonti di reddito e che può essere usato per consumare, risparmiare e investire. Più e alto e più sono alte le risorse disponibili per questi scopi. Da qui la sua importanza.






