"La morte di ieri mattina nel carcere di San Giorgio poteva essere evitata?". È la domanda che pone il consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra Daniele Bianucci dopo il decesso di un detenuto trovato privo di vita nella casa circondariale lucchese. Le cause sono al vaglio degli inquirenti. Bianucci collega l’episodio alle condizioni della struttura, ricordando che, "secondo il report annuale dell’associazione Antigone, il carcere di Lucca ha il tasso di affollamento più alto d’Italia, pari al 247 per cento". Il consigliere ricorda inoltre di aver chiesto già a febbraio, durante il Consiglio comunale dedicato alla relazione della garante dei detenuti, "che il sindaco si attivasse con il ministro della Giustizia Carlo Nordio per riportare la situazione a livelli almeno tollerabili", offrendo anche la disponibilità delle opposizioni a sostenere tale iniziativa.

"In questi cinque mesi – afferma Bianucci – Pardini non ci ha mai risposto", né, aggiunge, sarebbe stata accolta la richiesta di nominare un nuovo garante comunale dopo le dimissioni della precedente. Nel comunicato vengono richiamati anche alcuni dati sulla struttura. Al 16 febbraio, sostiene Bianucci, i detenuti presenti erano 92, a fronte di una capienza di circa trenta persone in celle singole. "Le dimensioni delle celle non consentirebbero la convivenza di due detenuti, ma oggi ogni cella ospita fino a tre persone", osserva il consigliere, ricordando che nel marzo 2025 i detenuti erano 77. Da qui il nuovo interrogativo rivolto alle istituzioni: "Di fronte a questo quadro, come amministratori e come cittadini, davvero possiamo esimerci dalla domanda: la morte nel carcere di Lucca poteva essere evitata?".