Undici anni fianco a fianco: l’allenatore e il presidente. Insieme nei successi, nelle delusioni, fino all’ultimo tratto di strada. Umberto Vezzosi conosce il mondo Sba come le sue tasche e la rinuncia alla B dopo l’appello della società caduto nel vuoto, è qualcosa che brucia. "Conosco molto bene la Sba e è bene dire subito che è una società sana, non ha debiti ed è gestita da persone per bene che amministrano in maniera oculata e non vogliono fare il passo più lungo della gamba". In questo caso l’iscrizione alla B alla quale, seppure con dolore, il presidentissimo Castelli ha dovuto rinunciare, preferendo concentrare le risorse sul settore giovanile e assicurare a quattrocento ragazzi di crescere secondo i valori autentici dello sport in un ambiente che l’allenatore Vezzosi definisce "famiglia".

Sono tre le parole che lega alla sua esperienza in Sba: "Famiglia, passione la maggiorparte delle persone che ci lavorano lo fanno gratuitamente. Terza parola: serietà. La società paga una settimana prima della scadenza fissata, mentre ci sono società che pagano anche dopo cinque mesi. Io spero di aver corrisposto quello che Sba mi ha trasmesso con il mio impegno in questi 11 anni". E assicura che il suo supporto "non mancherà mai". La Sba si concentra sui giovani e riprende il suo cammino. "Ha dovuto scegliere di fronte al silenzio della città e ha scelto di salvaguardare i suoi quattrocento ragazzi, contribuendo così, alla crescita di talenti aretini".