di
Luca Bertelli
Lunga intervista dell'ex presidente all'Unione Sarda: «Non avrei mai dovuto prendere il Brescia, è nato il giorno 17 e io non lo sapevo. Sono stato vittima di una Sampdoria che non poteva retrocedere: con tre punti in più comunque mi sarei salvato, otto milioni per iscrivere il club in C io non li avevo». E su Allegri, che lanciò a Cagliari: «Ha una marcia in più ma è provinciale, non ha mai voluto imparare l'inglese».
Dopo le vicende sportive ed extra sportive che lo hanno visto protagonista, con la retrocessione del suo Brescia in Serie C dopo la penalizzazione per aver usato crediti fiscali inesistenti (acquisiti dal Gruppo Alfieri, il diretto interessato sostiene di essere stato truffato) e la mancata iscrizione del coub al campionato, Massimo Cellino torna a parlare. All'Unione Sarda si è confessato sui suoi anni al Cagliari, di cui è stato presidente per 22 anni, ma soprattutto ha raccontato le ultime vicissitudini.
«Il calcio? Figc ha devastato il sistema, distrugge chi la ostacola»«Il calcio le manca dopo i fatti di Brescia?», gli chiedono, e lui risponde: «Mi manca il Cagliari perché ha rappresentato la giovinezza, gli anni più belli e duri della mia vita ma solo bei ricordi. Ora non c'è più il calcio che conosciamo, per il quale siamo andati a vedere le nostre squadre agli stadi. Il sistema è scoppiato e chi gestisce la Federazione ha devastato il calcio. E chi li ostacola viene sopraffatto e distrutto. A me piace giocare nei tavoli dove non si bara».






