di

Luca Goffi

L’ex presidente di Como e Genoa affronta anche il tema Cellino: «Un anno fa è stato fatto retrocedere perché non amico del sistema»

Dai soldi sperperati nel calcio, alle stelle del calcio non acquistate per dettagli. L’ex presidente del Genoa Enrico Preziosi spazia a tutto campo a Sportitalia e non disdegna un affondo alla rivale storica, la Sampdoria. «La Sampdoria era retrocessa in Serie C. Quanto avvenuto lo scorso anno è stato vergognoso, il Brescia ha dovuto mollare la categoria e Cellino scappare via perché Cellino era malvisto dal sistema. Un voto a Cellino? Gli do un 6 su 10», ha dichiarato Preziosi.Tanti sono i milioni di euro gettati in fumo dall’ex patron rossoblù: «Ho buttato quasi 200 milioni di euro, 40 milioni nel Como e 160 milioni nel Genoa. Al Genoa eravamo costretti a fare plusvalenze, ha introiti per 40 milioni di euro ma la struttura ha costi annuali di 75 milioni di euro». E pensare che il bilancio sarebbe potuto essere più lusinghiero se Preziosi avesse tenuto il punto e acquistato Lionel Messi. «Ho perso Messi all’epoca del Como. Mi fecero vedere un video di questo ragazzino su un campo di patate che teneva il pallone attaccato al piede. Incontrai il padre che chiedeva 50mila dollari. Ero convinto a concludere l’operazione. Poi partii per un viaggio a Hong Kong, al mio rientro chiesi informazioni su quel ragazzo a Claudio Gentile e Antonino Imborgia. Di tutta risposta mi dissero che uno così non avrebbe potuto giocare a calcio, era troppo basso. L’anno dopo è andato a Barcellona a 16 anni e su di lui hanno fatto un ottimo lavoro. Un peccato anche perché avremmo speso anche poco». Tra i colpi sfumati per un niente, c’è anche l’attaccante Robert Lewandoski, stella del Barcellona e della nazionale polacca. «Lewandowski aveva già fatto la visita e firmato il contratto con noi. Poi l’agente ha cambiato la commissione, quindi mandai via il giocatore. Ho perso Lewandowski per 500mila euro e la cosa più grave e che lo rifarei. Credevo che lui e il procuratore tornassero indietro a trattare, invece non tornarono più».