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Il calcio può tornare ad essere una «splendida realtà» ma ha bisogno di un lavoro corale che coinvolga tutti, giocatori compresi, e che non rifiuti quanto può arrivare dal mondo della finanza e dalle dinamiche industriali. Giovanni Malagò, neo presidente della Figc, raggiunto a Losanna dove era per una riunione del Cio, illustra a Milano Finanza, come sarà il suo mandato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. E in attesa di rivincerli con la Nazionale, ai mondiali tifa «il Brasile di Carlo Ancelotti». Un pizzico di Italia nel mare giallo verde.

Domanda. Presidente Malagò, il mondo del calcio le ha affidato un compito importante, riportarlo nelle competizioni che contano: per lei è più una sfida o una opportunità?

Risposta. Prima da atleta e poi da dirigente sono sempre stato un agonista. Amo competere, mettermi alla prova ed è quello che ho fatto anche questa volta. La presidenza della Figc è una sfida molto affascinante, ma è il lavoro di squadra con tutte le componenti calcistiche e le istituzioni politiche che potrà trasformare questa sfida in un'opportunità. Come ho detto in Assemblea il giorno dell'elezione, la mia Federazione dovrà essere d'ispirazione.D. Lei al Coni ha trasformato l'Italia in una potenza olimpica, cosa si può mutuare da quel modello nel calcio?