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Mentre sul fronte societario regna l’attesa in merito al possibile passaggio di consegne a Vincenzo Rota, del Cosenza è tornato a parlare l’ex ds Fabio Lupo: «In riva al Crati ho trovato una piazza molto appassionata, profondamente legata alla squadra e allo stesso tempo civile. L’uscita al primo turno playoff mi ha sorpreso perché pensavo che il gruppo potesse fare un cammino più lungo». L’ex ds silano rivendica le scelte compiute in un contesto delicato: «Quando sono arrivato, ho trovato una situazione non semplice, con risorse economiche limitate e con diversi calciatori che avevano manifestato la volontà di cambiare aria. Credo sia stato fatto un lavoro serio, cercando di alleggerire dove serviva e di inserire profili ritenuti funzionali al progetto. La società aveva impostato una politica precisa di riduzione dei costi e questo ha condizionato in maniera evidente il nostro raggio operativo».

La frattura con il club, però, non sarebbe nata soltanto da questioni legate al mercato. Alla base della separazione ci sarebbe stata una differenza più profonda nel modo di intendere il calcio e l’organizzazione della società: «Più che un singolo episodio – dice Lupo –, è stata una diversità di visione. Quando queste distanze diventano troppo ampie, diventa difficile andare avanti insieme».