Il segretario di stato statunitense Marco Rubio ha invitato i rappresentanti di più di 70 paesi, tra cui l’Italia, a una conferenza a Washington contro il “terrorismo transnazionale di estrema sinistra”.
“Per troppo tempo questa minaccia è stata ignorata e sottovalutata nonostante il pericolo che rappresenta”, si legge in una nota dell’amministrazione Trump condivisa con i vari governi. L’incontro del 16 luglio serve dunque a gettare le basi per una “azione coordinata” contro quei gruppi estremisti che “ricorrono a forme di violenza organizzata e letale per perseguire i propri obiettivi politici”.
Secondo il Washington Post, tuttavia, la conferenza è stata criticata da alcuni paesi alleati sia per lo scarso preavviso sia per il contenuto. Alcuni funzionari europei hanno detto al quotidiano statunitense che la sinistra radicale non è un pericolo per la sicurezza nazionale né una minaccia prioritaria per l’ordine pubblico.
Secondo il rapporto Europol sul terrorismo del 2026, per esempio, la principale matrice degli attacchi in Europa è quella jihadista, mentre sono in crescita fenomeni fluidi come l’estremismo nichilista violento, che combina ideologie diverse e riguarda soprattutto persone giovanissime.












