Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha invitato ministri e alti funzionari di oltre 60 paesi a Washington per una riunione dedicata a quella che l’amministrazione Trump descrive come la ripresa del terrorismo transnazionale di estrema sinistra. L’iniziativa, prevista per il 16 luglio al Dipartimento di Stato, ha però provocato perplessità tra funzionari statunitensi, governi alleati europei ed esperti di antiterrorismo, molti dei quali non condividono la valutazione della minaccia avanzata dalla Casa Bianca.
Secondo documenti visionati dal Washington Post, il Dipartimento di Stato sostiene che questi gruppi stiano facendo crescente ricorso alla violenza organizzata e letale per perseguire obiettivi politici, e che la riunione serva a rafforzare la cooperazione tra intelligence e forze dell’ordine. L’amministrazione Trump vuole aumentare gli incontri diplomatici, designazioni formali di gruppi terroristici e programmi di assistenza alla sicurezza per contrastare il fenomeno.
Nella strategia antiterrorismo pubblicata a maggio, la Casa Bianca aveva indicato tra le priorità l’identificazione e la neutralizzazione di gruppi politici violenti di natura secolare, definiti antiamericani, anarchici e radicalmente favorevoli alle persone transgender. Il testo prevede l’uso degli strumenti disponibili per mappare questi gruppi negli Stati Uniti, individuarne i membri e ricostruirne i legami internazionali.











