Prima il no della Farnesina, poi il cambio di rotta deciso direttamente da Palazzo Chigi. Il governo italiano parteciperà al vertice internazionale promosso dal segretario di Stato americano Marco Rubio contro le organizzazioni dell’estrema sinistra radicale, dopo che inizialmente aveva fatto sapere che non sarebbe stato presente alcun rappresentante dell’esecutivo. Sarebbe stata proprio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a imporre il cambio di linea, decidendo l’invio di un sottosegretario: secondo fonti di governo, dovrebbe trattarsi di Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno e storico esponente della Lega.
Il summit, in programma il 15 e 16 luglio e patrocinato dallo stesso Rubio, nasce dall’iniziativa dell’amministrazione Trump e punta a coordinare la risposta internazionale contro quello che il mondo conservatore americano considera il nuovo pericolo rappresentato dagli “Antifa”. L’invito è stato esteso a circa sessanta governi attraverso i rispettivi ministeri degli Esteri.
L’iniziativa, però, ha già suscitato polemiche. Secondo quanto riportato dal Washington Post, «l’invito avrebbe provocato costernazione tra diplomatici americani, analisti e alleati europei». Alcuni funzionari avrebbero parlato addirittura di un «nuovo maccartismo», perché «in nessun Paese dell’Unione europea il terrorismo di estrema sinistra è considerato una minaccia».










