Il “modello Zes Unica Sud” è destinato ad allargarsi quanto prima anche al resto del Paese. Lo chiedono le imprese del Nord, con il sostegno dello stesso presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini. Lo sollecitano le Regioni del Centro e del Settentrione, consapevoli del forte e duraturo impatto della misura sulla crescita dell’economia del Mezzogiorno, non a caso la più in forma tra le macroaree del Paese. E ieri, intervenendo al Question time alla Camera, è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che si sta occupando evidentemente in prima battuta del tema, a indicare una possibile strada per venire incontro al pressing di questi ultimi giorni, dando un seguito realistico all’impegno sull’ampliamento della Zes annunciato già da mesi dalla premier Giorgia Meloni. Due in particolare i “paletti” che dovrebbero azzerare i dubbi, inevitabilmente cresciuti, che alla fine dell’operazione possa rimetterci - per paradosso - proprio il Sud per il quale la Zes Unica è stata concepita e dove sta funzionando assai bene (1.500 autorizzazioni a fine mese, più di 25 miliardi di investimenti, soprattutto privati, circa 60mila nuovi posti di lavoro diretti e indiretti).
«Fondi della Zes unica riservati al Mezzogiorno». Ma il Nord fa pressing
Il “modello Zes Unica Sud” è destinato ad allargarsi quanto prima anche al resto del Paese. Lo chiedono le imprese del Nord, con il sostegno dello stesso presidente nazionale di...











